Mobilità

Il mio impegno per la pesca e per la caccia è ampiamente documentabile. La pesca è un’attività identitaria per la Puglia e per la Capitanata, che annovera Manfredonia con la sua imponente flotta peschereccia. Ho presentato mozioni, interrogazioni, richieste di audizioni nelle Commissioni competenti. Mi sono battuto affinché la Regione intervenisse presso il Governo nazionale per sollecitare la erogazione delle indennità dovute per i periodi del fermo biologico. Ho lottato al fianco delle nostre marinerie contro le normative europee che, di fatto, stritolano la pesca pugliese, imponendo una serie di vincoli e obblighi insopportabili. Sono solo alcune delle questioni su cui ho incentrato il mio impegno.
Stesso discorso per la caccia: la Giunta che ha guidato la Regione fino ad oggi è ostaggio di un pregiudizio ideologico che ha frenato ed osteggiato l’attività venatoria. Mi sono impegnato perché la maggioranza di centrosinistra comprendesse che la caccia ha una valenza non solo economica, ma anche ambientale: basti pensare ai danni ingentissimi provocati dagli storni alle nostre colture agricole e ai vantaggi che sarebbero derivati consentendo il prelievo in deroga. Sono stato tra i primi firmatari della Legge sulla Caccia “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma, per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico-ambientali e per il prelievo venatorio”, che si proponeva di dirimere, tra l’altro, gli improduttivi contrasti tra mondo ambientalista e venatorio.

Sulla mobilità del nord della Puglia, purtroppo, dobbiamo prendere atto che il nostro territorio sia stato penalizzato da una vera e propria spina nel fianco: il binario unico, risultato di una politica incapace di avere una visione di sviluppo della Capitanata.
Alcune osservazioni sono doverose:

1 – La mobilità nazionale e interregionale su rotaia dovrebbe essere salvaguardata come servizio pubblico e sociale a livello nazionale e non sragionata e denaturata dalla Regione che, paradossalmente, è autorizzata a negoziare con Trenitalia la presunta non sostenibilità di alcune tratte che verrebbero sostituite da soluzioni su gomma (che confliggono con l’auspicata politica di salvaguardia ambientale).

2 – Le politiche regionali della Puglia sono assolutamente insufficienti e penalizzanti per il territorio della Capitanata che è da sempre costretta ad accettare “contentini” anzichè serie politiche di sviluppo per il nostro territorio. Si veda l’annosa vertenza dell’aeroporto “Gino Lisa”: siamo riusciti a strappare l’allungamento della pista, ma per alcuni vertici regionali la stazione aeroportuale di Foggia è considerata ancora come uno spreco di risorse. Il che è chiaramente scandaloso. Senza dire che nulla ancora si sa dei vettori che dovrebbero decollare ed atterrare al Gino Lisa, su cui incombe un silenzio assordante.

3 – Si dovrà tornare alle carrozze coi cavalli da e per la Capitanata con il suo meraviglioso territorio? Visto che: aereo NO e ora anche treno NO, con un restrittivo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione a cui si aggiungerà, da giugno, una sperimentazione su gomma che dovrebbe portare alla soppressione dei regionali. La direttrice del Gargano e quella Adriatica Foggia – Termoli – Pescara sono pesantemente penalizzate in termini di mobilità anche per la sostituzione dei rodati frecciabianca con i “nuovi”’ETR 700 frecciargento, treni progettati per coprire brevi distanze ad alta velocità, ma rifiutati da nazioni come il Belgio perchè difettosi e messi sulle nostre linee a coprire l’intero stivale con: meno carrozze di seconda classe, servizi igienici carenti e angusti, nessuna alta velocità sulle nostre tratte, ma viaggi particolarmente costosi per chi è costretto a recarsi, da pendolare, sul posto di lavoro.

4 – I costi a km.
Da Bari e Foggia l’abbonamento mensile per l’alta velocità ha un costo di euro 160 per 123km (ossia 1,30-40 a km), mentre sugli stessi treni da Foggia a Termoli – Pescara l’abbonamento mensile costa 240 euro per 87km (Foggia-Termoli), ossia ben 2,70 euro a km.

5 – Nella fascia oraria di prima mattina il treno 8810 frecciabianca è stato sostituito dall’8810 frecciargento e i pendolari non hanno alcuna alternativa per raggiungere Termoli in orari adeguati (almeno alle 7,30). Questo treno, invece, poteva essere il secondo della mattina, anticipando l’IC 606 in modo che arrivasse a Termoli alle 7,40 e raccogliere i molti studenti che da San Severo si recano nelle scuole superiori, arrivando alle 8,05 a Termoli (sono autorizzati ad entrare alle 8,20 perdendo 20 minuti di lezione).